SATA 3.0 strizza l'occhio agli SSD

SATA 3.0 strizza l'occhio agli SSD

Questa settimana ha fatto il suo debutto ufficiale la nuova versione dell'interfaccia SATA, la cui specifica è formalmente chiamata Serial ATA Revision 3.0, capace di spingere la banda passante a 6 gigabit per secondo e di migliorare il supporto alle applicazioni multimediali.


Almeno sulla carta, SATA 6 Gbps fornisce una velocità di trasferimento dei dati due volte superiore a quella della precedente specifica SATA 2.0.
Sebbene oggi, anche con gli hard disk e gli SSD più veloci, sia molto difficile arrivare a saturare la banda di SATA 2.0, si è ormai molto vicini al limite: sul mercato enterprise, ad esempio, sono già disponibili SSD capaci di fornire un transfer rate sostenuto non molto lontano dai 3 Gbps.

 

Il raddoppio della banda passante rende inoltre lo standard SATA più appetibile in campo enterprise, specie come alternativa economica a SAS nei sistemi RAID.
Non ci si aspettano invece miglioramenti nei comuni personal computer, i cui hard disk normalmente non sono in grado di impensierire neppure l'interfaccia SATA di prima generazione.

 

Come si è detto, la nuova specifica SATA non si limita a innalzare il transfer rate: tra le funzionalità migliorate c'è la tecnologia native command queuing (NCQ), ora capace di ottimizzare lo streaming di flussi video; il supporto alla gestione dei consumi, e l'introduzione di un nuovo connettore di tipo Low Insertion Force (LIF) per i dispositivi di storage da 1,8 pollici.

 

I primi prodotti basati sulla nuova specifica saranno probabilmente già annunciati in occasione dell'imminente Computex 2009, a Taiwan, ma l'effettiva disponibilità sul mercato non è attesa prima del tardo autunno.

 

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